Slow Food On Film

SLOW FOOD ON FILM – la storia

Bra, 2002 – I edizione
Nasce Slow Food on Film


A Bra, in Piemonte, nel 1996 prende vita un festival di cortometraggi, Corto in Bra, che ottiene presto eccellenti riscontri presso pubblico e addetti ai lavori, ma sconta un passo a cadenza biennale che ne frena la crescita. In vista della sua quarta edizione, prevista per la primavera 2002, la direzione artistica del festival – formata da Luca Busso, Luisa Grosso e Stefano Sardo – decide di rilanciare, creando una partnership con quella che è la più significativa esperienza culturale della cittadina piemontese: Slow Food, il grande movimento eco-gastronomico fondato da Carlo Petrini. Sulla spinta di questa collaborazione, il festival dà spazio un nuovo concorso internazionale di cortometraggi a tema, dedicato all’amore per il cibo.

Nasce Slow Food On Film, la prima rassegna mondiale dei corti sul cibo. Se il cibo è un fatto culturale e d’indentità allora il cinema – anche quello off, spumeggiante e sperimentale, dei corti – può e deve raccogliere la sfida e raccontarlo, trasformandolo in linguaggio artistico. L’idea prende piede rapidamente: arrivano adesioni da tutto il mondo (saranno sessanta i film archiviati dal festival, da nove differenti nazioni), e stampa e televisioni internazionali mostrano grande interesse per il nuovo concorso. Far incontrare - a Bra - la produzione di immaginario con la cultura enogastronomica, i film brevi e l’amore per il cibo, funziona per due motivi: innanzitutto perché è rigorosamente “di territorio” (Bra, grazie a Slow Food, è ormai uno dei centri di riferimento dell’enogastronomia mondiale) e in secondo luogo perché è una novità assoluta nel panorama mondiale.

Arrivano a Bra troupe televisive dalla Spagna, dal Giappone, mentre la notizia del festival appare su The Guardian, sul Times of India, insomma fa il giro del mondo. Le sale sono imballate, e anche le cene a menu “cinematografico” sono sold out. Dei 21 film in concorso (provenienti da Italia, USA, Gran Bretagna, Giappone, Australia, Grecia, Canada, Austria e Olanda) 16 sono rappresentati fisicamente dagli autori, accorsi al festival a presenziare alle proiezioni. La giuria guidata dal grande caratterista hollywoodiano (e gourmet) Vincent Schiavelli assegna la Chiocciola d’oro a “Peperoni” di Giuseppe Gagliardi, e una Menzione d’Onore a “Oyster Guanaca” di Sarah Cohen.

Bra, 2004 – II edizione
Si apre ai documentari brevi


Con la nascita di Bracinetica, l’associazione culturale che rileva in toto la gestione del Festival, Corto in Bra cresce: 5 giorni di programmazione spalmati su tre sale in contemporanea, cinquemila spettatori, 88 film in concorso (da 28 paesi), con un ricco numero di anteprime nazionali ed europee, più numerose proiezioni speciali, concerti, eventi, conferenze, incontri con gli autori, 2 “cene cinematografiche”, insomma una settimana di eventi non-stop giorno e notte che infiamma il piccolo centro piemontese. Di questa nuova energia non può che giovarsi anche Slow Food on Film, che nel 2004 diventa un vero e proprio festival-nel-festival, con il nuovo concorso Slow Food on Film DOC, dedicato ai documentari sulla memoria del cibo.

La Chiocciola d’oro tra i corti va all’olandese Systke Kok con “De Chinese Muur”. Il premio è consegnato da Antonio Albanese, che guida una giuria composta da Carlo Petrini e Roberto Burdese (Slow Food), Mick Hannigan (Cork Film Festival), Marco Bolasco (RaiSatGamberoRosso).

Tra i documentari a prevalere è l’italiano Antonello Carboni, autore di “Voci della montagna”, che racconta le vicende di due fratelli, pastori e casari della sua terra. Dalla giuria, presieduta da Piero Sardo (Fondazione Slow Food per la biodiversità), e composta anche da Gabriella Pignatelli (autrice documentari), Panos Nicolau (produttore), Una Feely (Cork Film Festival) e Steven Kirsh (Reel Food Network), menzione a “La zuppa di zio Luigi e altre ricette”, del gruppo toscano Mannamanna, e citazione ad Alessandra Speciale, per “L’acqua che non c’è”.

Grande successo anche per l’eccezionale concerto di alcuni dei più noti compositori di musica da film: Pivio e Aldo De Scalzi, Ezio Bosso, Giovanni Venosta, Giovanni Lo Cascio e Giuseppe Napoli hanno dato vita ad una jam session, musicando dal vivo grandi cortometraggi sul cibo dell’epoca del muto, selezionati dal Museo del Cinema di Torino, le Cineteche di Milano e di Bologna, e raccolti in un programma dal titolo Slow Food on Film Graffiti.

Bra, 2006 – III edizione
Il consolidamento


130 cortometraggi e 90 documentari sono stati spediti a Bra per partecipare alla terza edizione di Slow Food on Film, che costituisce la metà del programma di Corto in Bra 2006. I 32 cortometraggi e i 16 documentari selezionati provengono da 24 paesi di tutto il mondo (Francia, India, Grecia, USA, Colombia, Nuova Zelanda, Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Canada, iran, Zimbabwe, Paesi Bassi, Serbia, Italia, Regno Unito, Giappone, Brasile, Spagna, Svizzera, Russia, Niger, Svezia e Cuba) e sono programmati nei sei giorni di proiezione del programma. Per la sezione Slow Food on Film - shorts la giuria, presieduta da Jan Kacz marek (Premio Oscar 2005 per le musiche di Neverland) ha ritenuto L’age de raison della francese Myriam Aziza il migliore cortometraggio di finzione del concorso cortometraggi, assegnandogli la Chiocciola d'oro e un assegno di 2500 euro. E’ la storia della giovane ebrea Deborah, nata e cresciuta in Francia, alle prese con i primi dubbi sui precetti della sua religione. Ben cinque le menzioni speciali della giuria: Kafe 469 dell’iraniana Atefeh Khademolreza; Ohayo di Shinya Okada; Doña Ana del colombiano Marlon Vasquez; Mi smo ono što izgubimo del serbo Srdjan Mitrovic; Kare kare zvako della regista dello Zimbabwe Tsitsi Dangarembga.
Per Slow Food on Film – Doc la giuria, presieduta dalla documentarista californiana Deborah Koons Garcia, autrice di The Future of Food, ha assegnato la Chiocciola d'oro e un assegno di 2000 euro al documentario The Real Dirt on Farmer John dello statunitense Taggart Siegel. Si tratta dell’epico racconto di un contadino anticonformista del Mid-West americano, che ha vinto molti premi oltre oceano ma che è presentato in anteprima italiana assoluta a Bra. Menzione speciale della giuria a Leben ausser kontrolle – von genfood und designerbabies del polacco Bertram Verhaag, Chiocciola d’argento.

Dopo Bra, Bologna.

Con l’edizione 2006, Slow Food on Film raggiunge le dimensioni e le ambizioni di un vero festival, e nella direzione artistica, guidata da Stefano Sardo, matura l’intenzione di dare vita, insieme a Slow Food, a un evento autonomo, dedicato all’audiovisivo gastronomico a 360°. Questa convinzione porta, a seguito dell’adesione entusiasta della Cineteca di Bologna, al progetto Slow Food on Film 2008, a Bologna.
Corti e documentari, com’è tradizione, e poi lungometraggi, serie tv, retrospettive, incontri, laboratori didattici, degustazioni, assaggi, dibattiti.
Una cinque giorni fittissima di appuntamenti all’insegna di due grandi passioni, il cinema e il cibo, nel cuore di una terra a forte vocazione gastronomica come l’Emilia Romagna.

Bologna, 2008 – IV edizione
Slow Food on Film a Bologna diventa grande

Dopo le tre edizioni piemontesi Slow Food on Film cerca una nuova casa, lascia Corto in Bra e il Piemonte, per poter esplorare al meglio l’universo cinema e cibo non solo con i corti e i documentari brevi ma anche con i lungometraggi e le serie tv. Inizia così la collaborazione tra Slow Food e la Cineteca di Bologna che danno vita, insieme al gruppo storico del festival composto dal direttore artistico Stefano Sardo, il coordinatore artistico Luca Busso e a Luisa Grosso che cura le retrospettive, alla prima grande edizione bolognese del Festival.
Ed è subito un grande successo: 2000 presenze giornaliere nelle sale, 800 accreditati dal tutto il mondo, 1350 snack slow venduti.

Slow Food on Film diventa adulto nei cinque giorni di fitta programmazione Bolognese.
Agli storici concorsi Shorts e Docs si aggiungono il Premio per la miglior Serie TV, il premio per il Best Food Feature, la restrospettiva de Il Mondo Perduto, interessantissimi Focus d’Autore e una strutturata programmazione gastronomica parallela del Festival curata da Alberto Fabbri per Slow Food Emilia Romagna.

La Food & Film Academy, composta da esponenti del cinema e della gastronomia internazionale premia Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti come Best Food Feature; la giuria documentari, composta da Carlo Mazzacurati (regista), Alice Waters (vice presidente Slow Food International), Dieter Kosslick (direttore della Berlinale), Licia Granello (giornalista) e Pierre Rissient (produttore e critico) premia The price of sugar di Bill Haney, un film che racconta lo sfruttamento della manodopera nella Repubblica Dominicana come miglior documentario della prima edizione bolognese del festival.

La giuria per i documentari brevi (under 35) composta da Steven Gates (scrittore e presentatore televisivo) da Piero Sardo(Presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità onlus), da Alessandro Signetto (socio fondatore e Presidente Doc Iit) e da Gian Vittorio Baldi (produttore) assegna la Chiocciola d’Oro a Silent Snow di Jan Van Der Berg: un film di immagini fortemente suggestive che, attraverso una piccola, delicata e non sentimentale storia di due ragazze, fa emergere con forza i rischi ambientali che corrono anche terre apparentemente più isolate e immuni.

Lo que trae la lluvia di Alejandro Fernández Almendras è invece il vincitore del Concorso Short per decisione della giuria composta da Antonio Attorre (scrittore), Clodagh McKenna (giornalista) , Giorgio Diritti (regista).
Il festival premia, inoltre, Cooking in the Danger Zone di Marc Perkins con la Chiocciola d’Ora per la Best Tv Serie.

Una prima bolognese quindi di grande impatto, resa gioiosa dalle serate del Film nel Piatto (proiezioni più degustazione), impreziosita dai Focus d’Autore su Otar Ioseliani, Elio Picon e Vittorio De Seta e dai molti eventi speciali (ricordiamo la serata dedicata a Mac Libel di Franny Armstrong).
Bologna ha accolto nel modo migliore Slow Food on Film, il festival si chiude con l’appuntamento al 2009. Il festival diventa annuale.

6 – 10 maggio 2009. Si parte.

Festival Internazionale di cinema e del cibo
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