Slow Food on Film
Festival Internazionale di Cinema e Cibo
Slow Food on Film è un festival internazionale di cinema e cibo promosso dal movimento Slow Food e dalla Cineteca del Comune di Bologna.
Slow Food on Film promuove una nuova consapevolezza critica nella cultura alimentare, mostrando film, cortometraggi, documenti e serie tv che sviluppino un discorso originale sul cibo (pulsioni, perversioni, implicazioni identitarie e affettive), sui problemi dell'agroalimentare (effetti economici, sociali e ricadute ambientale) e sulla memoria gastronomica come patrimonio da salvare.
Grande successo per la prima edizione bolognese di Slow Food On Film:
2000 presenze giornaliere nelle sale - 1350 snack slow venduti - 800 accreditati provenienti da venti paesi. Slow Food On Film vi da appuntamento dal 6 al 10 Maggio 2009. Presto il nuovo bando on-line.
I vincitori di SLOW FOOD ON FILM 2008
BFF - Best Food Feature
Chiocciola d'oro
IL VENTO FA IL SUO GIRO / E l'aura fai son vir / The Wind Blows Round
di Giorgio Diritti - Italia, 2005, Minidv, 110.
I membri della Food & Film Academy hanno scelto un proprio favorito tra le cinque nominations per il Best Food Feature segnalate dal festival. L’esito della votazione ha decretato quale vincitore IL VENTO FA IL SUO GIRO di Giorgio Diritti. SLOW FOOD ON FILM è lieto di conferire il premio a un piccolo film indipendente, che ha saputo conquistare il pubblico con un passaparola costante, contando solo sulla genuina riuscita di un’idea felicemente, autenticamente slow.
DOCS COMPETITION
Chiocciola d'oro
THE PRICE OF SUGAR / Il prezzo dello zucchero
di Bill Haney - USA, 2006, DVCpro, 90’, col.
La giuria assegna la chiocciola d’oro per il miglior documentario a THE PRICE OF SUGAR, di Bill Haney. Il film testimonia lo sfruttamento dei lavoratori haitiani nelle piantagioni dominicane di canna da zucchero e dimostra come la schiavitù sia ancora una drammatica realtà. Il premio inoltre vuole essere l’occasione di una denuncia: Padre Christopher Harley, leader della protesta dei contadini e protagonista del film, è stato purtroppo rimosso dal Vaticano e trasferito in Etiopia, privando i contadini di Haiti del suo prezioso aiuto.
Menzioni d’onore
CRY SEA / Un mare di lacrime
di Cafi Mohamud e Luca Cusani - Italia, 2007, MiniDV, 55’, col.
SADOT ADUMIM / Strawberry Fields / Campi di fragole
di Ayelet Heller - Israel, 2006, DVcam, 60’,col.
DOCS COMPETITION - Categoria Under 35'
Chiocciola d'oro
SILENT SNOW / Neve silenziosa
di Jan Van Den Berg - Olanda, 2007, HDV, 14’, col.
La giuria assegna la chiocciola d’oro per il miglior documentario breve a SILENT SNOW di Jan Van Den Berg: un film di immagini fortemente suggestive che, attraverso una piccola, delicata e non sentimentale storia di due ragazze, fa emergere con forza i rischi ambientali che corrono anche terre apparentemente più isolate e immuni.
Menzione
IL POETA DELLA GRAPPA / The Poet of Grappa
di Stefano Scarafia - Italia, 2006, DVcam, 10’, col.
SHORTS COMPETITION
Chiocciola d'oro
LO QUE TRAE LA LLUVIA / Quando arriva la pioggia / Along Came the Rain
di Alejandro Fernàndez Almendras - Cile, 2006, 35mm, 14', col.
Il film LO QUE TRAE LA LLUVIA è stato scelto all’unanimità per lo sguardo essenziale, leggero ed efficace con cui allude al conflitto tra cultura locale e stili di vita omologati. Con una semplicità frutto di uno stile ben calibrato interpreta perfettamente lo stile slow.
Menzioni
MAMMAL / Mammifero
di Astrid Rieger - Germania, 2007, DVCPRO, 7’25’’, col.
MARIE SPAPEN, protagonista di ALICE OU LA VIE NOIR ET BLANC / Alice, o la vita in bianco e nero / Alice, or Life in Black and White
di Sophie Schoukens - Belgio, 2006, s16mm, 15’, b/n e col.
BEST TV SERIES
Chiocciola d'oro
COOKING IN THE DANGER ZONE / Come cucinare in una zona pericolosa
di Mark Perkins, con Stefan Gates - UK/2007, DV, 16 ep. x 27’.
Cooking in the danger zone è per forma e contenuto una delle serie più originali nel panorama della “Food TV”. Lo è per il format, la scelta dei luoghi, dello stile narrativo, della conduzione e nel modo in cui gli autori sono capaci di relazionarsi con persone e contesti. Senza assumere mai sfumature folcloristiche e al tempo stesso con un ritmo serrato e un linguaggio contemporaneo riesce a rappresentare il cibo nella sua essenza: come valore primario e fondamento sociale e culturale ma soprattutto imprescindibile per la vita stessa.
Se c’è una proposta valida, il pubblico la sa apprezzare
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